La cannabis può davvero innescare la paranoia

Cannabis

La cannabis è ormai lontana dall’essere la droga preferita al mondo, con circa 180 milioni di persone che l’hanno consumata lo scorso anno. In Inghilterra e Galles circa il 13,5% delle persone tra 16 e 24 anni hanno usato la cannabis nell’ultimo anno, e quasi una persona su tre la proverà almeno una volta nella sua vita. Del 6,4% degli adulti di età compresa tra 16 e 59 che riferito l’uso di cannabis nello scorso anno, oltre il 40% ha affermato di usarla almeno una volta al mese.

Dato che una parte significativa della popolazione ne fa uso, forse non è sorprendente sapere che la maggior parte delle persone credono che i rischi siano equivalenti a quelli di una sbronza. Il presidente americano Barack Obama sembra essere uno di loro: “Ho fumato erba da ragazzo, e la vedo come una cattiva abitudine ed un vizio, non molto diverso dalle sigarette che ho fumato da giovane e per la gran parte della mia vita adulta,” ha spiegato al New Yorker. “Non credo sia più pericoloso dell’alcol”.

Certo, molte persona usano la cannabis senza effetti collaterali, e anzi provando molti di quelli piacevoli. Inoltre, è stato dimostrato che la cannabis ha benefici medici reali, ad esempio per alleviare il dolore cronico. Ma vi è anche un legame tra cannabis e pensieri paranoici.

“Paranoico” in questo contesto significa paura infondata o eccessiva che altre persone stiano cercando di farci del male. E’ un sentimento molto più comune di quanto si pensasse. Tutto ciò è comprensibile dato che siamo costantemente costretti ad interpretare le situazioni sociali, valutando gli atteggiamenti e le intenzioni delle persone che incontriamo. Perché è impossibile sapere con certezza cosa pensano gli altri, c’è ampio spazio per cui la nostra ansia prenda il sopravvento.

Come la maggior parte delle esperienze psicologiche, esistono vari livelli di paranoia tra la popolazione: molte persone hanno pochi e relativamente lievi pensieri paranoici, mentre per alcune persone questi pensieri sono numerosi, persistenti e profondamente inquietanti. I consumatori di cannabis hanno maggiori probabilità di ricadere nel secondo caso. Per esempio, il nostro studio della popolazione in Inghilterra ha scoperto che la convinzione che la gente stia deliberatamente cercando di farti del male è tre volte più come tra i consumatori di cannabis di quanto lo sia tra i non consumatori. La convinzione che altri stiano cercando di causare gravi lesioni o danni è cinque volte più comune tra i consumatori di cannabis.

Tuttavia, ciò che vediamo qui è una associazione tra cannabis e paranoia. Gli esperti concordano sul fatto che l’uso regolare di cannabis a partire dalla più tenera età è un accurato fattore predittivo di successivi gravi problemi di salute mentale, ma quello che non è stato stabilito è se la droga provochi pensieri paranoici. Forse le persone affette da paranoia hanno più probabilità di iniziare a consumare cannabis; o forse l’uso di droghe e pensieri sospetti sono conseguenze indipendenti causate da un altro fattore.

Questa problema dell’intricata interrelazione tra paranoia e consumo di cannabis è stato al centro di uno studio che abbiamo condotto con i colleghi dell’Università di Oxford, dell’Istituto di Psichiatria del King College di Londra e l’Università di Manchester, pubblicato mercoledì nello Schizophrenia Bulletin. Perché ci siamo concentrati sulla paranoia, piuttosto che sulla salute mentale in generale? Altri studi tendono a raggruppare tutti questi problemi insieme sotto il titolo di “psicosi” o “schizofrenia”, ma come abbiamo sostenuto in precedenza tali esperienze si verificano spesso in modo indipendente: avere pensieri paranoici non significa, per esempio, che qualcuno sentirà anche voci immaginarie.

Per scoprire se davvero la cannabis causa paranoia in individui vulnerabili, abbiamo condotto il più grande studio finora realizzato sugli effetti del THC (∆9-tetraidrocannabinolo, il principale ingrediente psicoattivo della droga). Abbiamo reclutato 121 volontari, i quali avevano assunto cannabis almeno una volta prima, e ognuno dei quali aveva riferito pensieri paranoici nel mese precedente (che è tipico di metà della popolazione). A nessuno è stata diagnosticata una malattia mentale. I volontari sono stati scelti in modo casuale per ricevere una dose endovenosa di 1,5 mg di THC o un placebo. Per monitorare gli effetti di queste sostanze, abbiamo utilizzato il più vasto questionario finora distribuito per testare la paranoia, tra cui uno scenario di realtà virtuale, una situazione sociale di vita reale, questionari auto-somministrati e le valutazioni di un esperto intervistatore.

I risultati sono stati chiari: il THC ha causato pensieri paranoici. La metà che ha preso il THC ha provato paranoia, rispetto al 30% del gruppo placebo: cioè uno su cinque ha avuto un aumento di paranoia direttamente attribuibile al THC.

Il THC ha prodotto anche altri effetti psicologici sconvolgenti, come ansia, preoccupazione e pensieri negativi riguardo se stessi. La memoria a breve termine è stata alterata. E il THC ha scatenato una serie di quelle che gli psicologi chiamano “esperienze anomale”: i suoni sembravano più forti del solito e i colori più brillanti; i pensieri sembravano riecheggiare nella mente degli individui; e il tempo sembrava essere distorto.

Perché la cannabis costituisce un innesco così potente potente per la paranoia? La nostra analisi statistica ha mostrato che nel nostro esperimento i responsabili sono stati gli effetti negativi del THC sull’umore della persona e la considerazione di se stetti, e le esperienze sensoriali anomale che può produrre. Le emozioni negative ci fanno sentire giù e vulnerabili. La preoccupazione ci conduce alle peggiori conclusioni. Così, quando cerchiamo di dare un senso alle esperienze anomale – quando cerchiamo, in altre parole, di cosa ci sta succedendo – il mondo può sembrare un luogo strano, spaventoso e ostile. Da qui la paranoia. La nostra analisi suggerisce che i deficit nella memoria a breve termine non aumentano la paranoia.

Chiaramente la cannabis non causa a tutti questi problemi. Ma lo studio non dimostra che la paranoia è debolmente legata al THC: per un numero significativo di persone, è una diretta conseguenza.

Forse più importante, la ricerca fa luce sui processi psicologici sottostanti la paranoia in generale. Quando ci preoccupiamo, pensare negativamente su noi stessi e sperimentare disturbi percettivi, è molto più probabile che ci sentiremo inutilmente sospettosi degli altri.

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