La scansione delle email di Google aiuta la polizia ad arrestare un molestatore sessuale

Houston man Google email

L’uomo di Houston accusato di possesso di pornografia infantile dopo la segnalazione di Google

Un uomo di Houston è stato arrestato dopo che Google ha effettuato una segnalazione al National Center for Missing and Exploited Children (Centro Nazionale per Bambini Scoparsi e Sfruttati), dicendo che l’uomo aveva le immagini esplicite di un bambino nella sua email, secondo la polizia di Houston.

L’uomo era un molestatore sessuale registrato, condannato per aver aggredito sessualmente un bambino nel 1994, riporta Tim Wetzel a KHOU Channel 11 News di Houston.

“Le teneva all’interno della sua posta elettronica. Io non posso vedere quelle informazioni, non posso vedere quelle foto, ma Google può,” ha detto il detective David Nettles della Houston Metro Internet Crimes Against Children Taskforce a Channel 11.

Dopo che Google ha riferito la segnalazione al National Center for Missing and Exploited Children, il centro ha allertato la polizia, che ha usato le informazioni per ottenere un mandato.

Una ricerca sugli altri device dell’uomo ha rivelato altri immagini e messaggi di testo sospetti. La polizia lo ha arrestato ed è detenuto con una cauzione fissata a 200.000$.

Da un lato, la maggior parte delle persone sicuramente applaude per l’uso della tecnologia per la scansione delle email in casi come questo.

D’altra parte, il dibattito infuria sul grado di privacy quando si utilizzano i servizi di Google come quello di email. In una parola: nessuno.

Un anno fa, in un aula di tribunale, Google ha detto quanto basta. Poi, nel mese di aprile, dopo il fallimento di una class-action contro Google per la scansione delle email, Google ha aggiornato i suoi termini di servizio per avvertire le persone che stava analizzando le email automaticamente.

Considerando che Google sta lavorando per combattere gli abusi sessuali online sui minori fin dal 2006, è ovvia che la società avrebbe scansionato le email per cercare questo genere di immagini. Google vi ha fatto riferimento circa un anno fa, quando Jacquelline Fuller, direttore di Google Giving, ha specificamente menzionato il National Center’s “CyberTipline” in un post sul blog.

Fuller ha spiegato:

Nel 2011, il National Center for Missing & Exploited Children’s (NCMEC’s) Cybertipline Child Victim Identification Program ha esaminato 17.3 milioni di immagini e video di presunti abusi sessuali su minori.

Dal 2008, usiamo la tecnologia di “hashing” per taggare le immagini conosciute di abusi sessuali, che ci permette di identificare le immagini duplicate che possono esistere altrove.

Siamo nel business della condivisione delle informazioni, ma c’è una certa “informazione” che non dovrebbe mai essere creata o trovata. Possiamo fare molto per assicurare che non sia disponibile online – e quando le persone cercano di condividere questo disgustoso contenuto vengono catturate e processate.

I fornitori di servizi online come Google sono tenuti ai sensi della legge federale e di molti stati a segnalare la pornografia infantile quando la trovano, racconta a Business Insider l’avvocato Chris Jay Hoofnagle, direttore dei programmi di privacy di informazione presso il Centro Berkeley for Law & Technology.

Tuttavia, le società non sono obbligate ad andarli a cercare, dice Hoofnagle. “Ma se si guarda e le vedi, devi segnalarle.”

Google ha risposto dicendo che effettivamente ricerca tali immagini in Gmail. Ecco il comunicato:

Purtroppo tutte le aziende di Internet hanno a che fare con abusi sessuali su minori. E’ il motivo per cui Google rimuove attivamente le immagini illegali dai nostri servizi – tra cui ricerca e Gmail – e segnala subito gli abusi al NCMEC. Questo tipo di prova viene regolarmente utilizzato per condannare i criminali. Ogni immagine di abuso sessuale su minori fornisce un’impronta digitale unica che permette ai nostri sistemi di identificare quelle immagini, anche in Gmail. E’ importante ricordare che usiamo questa tecnologia solo per identificare immagini di abusi sessuali su minori, non altro contenuto delle email che potrebbe essere associato ad un’attività criminale (ad esempio, utilizzare la posta elettronica per pianificare un furto con scasso).

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