Lo Stato e le Confessioni acattoliche

II parte

1. Procedura per la stipula di un’intesa con lo Stato italiano

L’articolo 8 della Costituzione, dopo aver affermato che tutte le Confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge e che hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, purché non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano, stabilisce che i loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Le richieste di intesa vengono preventivamente sottoposte al parere del Ministero dell’Interno, Direzione Centrale Affari dei Culti.

La competenza ad avviare le trattative, in vista della stipula di una intesa, spetta al Governo.

Le Confessioni interessate si devono rivolgere quindi, tramite istanza, al Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale affida l’incarico di condurre le trattative con le rappresentanze delle Confessioni religiose al Sottosegretario-Segretario del Consiglio dei Ministri.

Le trattative vengono avviate solo con le Confessioni che abbiano ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica ai sensi della legge n. 1159 del 24 giugno 1929, su parere favorevole del Consiglio di Stato.

Il Sottosegretario si avvale della Commissione interministeriale per le intese con le Confessioni religiose affinché essa predisponga la bozza di intesa unitamente alle delegazioni delle Confessioni religiose richiedenti. Su tale bozza di intesa esprime il proprio preliminare parere la Commissione consultiva per la libertà religiosa.

Dopo la conclusione delle trattative, le intese, siglate dal Sottosegretario e dal rappresentante della confessione religiosa, sono sottoposte all’esame del Consiglio dei Ministri ai fini dell’autorizzazione alla firma da parte del Presidente del Consiglio.

Dopo la firma del Presidente del Consiglio e del Presidente della Confessione religiosa le intese sono trasmesse al Parlamento per la loro approvazione con legge.

Avuto riguardo, poi, alla procedura parlamentare si segnala che l’art. 8 della Costituzione non specifica se l’iniziativa legislativa relativa alle intese sia attribuita in via esclusiva al Governo, in quanto titolare del potere di condurre le trattative e stipularle. La Giunta del Regolamento della Camera dei deputati, affrontando la questione della titolarità dell’iniziativa legislativa per la presentazione di progetti di legge volti ad autorizzare la ratifica di trattati internazionali, nella seduta del 5 maggio 1999 si è pronunciata per l’ammissibilità dell’iniziativa parlamentare in tale materia, ove ricorrano i necessari presupposti di fatto. Pertanto non sembrerebbero sussistere elementi ostativi all’ammissibilità di proposte di legge di iniziativa parlamentare per l’approvazione delle intese.

Infine, con riferimento alla questione della modificabilità o meno del testo si ricorda che si è affermata una prassi che, pur non escludendo in assoluto la emendabilità, restringe l’ambito di intervento del Parlamento a modifiche di carattere non sostanziale, quali quelle dirette ad integrare o chiarire il disegno di legge, o ad emendarne le parti che non rispecchiano fedelmente l’Intesa.

2. Contenuti delle intese

Ciascuna intesa reca, quindi, disposizioni dirette a disciplinare i rapporti tra lo Stato e quella confessione religiosa che ha stipulato l’intesa.

Si tratta, pertanto, di norme specifiche, spesso finalizzate a tutelare aspetti particolari, peculiari della confessione interessata. Si possono tuttavia individuare alcuni elementi ricorrenti. Quasi tutte le intese recano disposizioni:

  • per l’assistenza individuale nelle caserme, negli ospedali, nelle case di cura e di riposo e nei penitenziari;

  • per l’insegnamento della religione nelle scuole;

  • per il matrimonio;

  • per il riconoscimento di enti con fini di culto, istruzione e beneficenza;

  • per il regime degli edifici di culto;

  • per i rapporti finanziari con lo Stato nella ripartizione dell’8 per mille del gettito IRPEF;

  • per le festività.

In generale, tali disposizioni concorrono a definire un regime più indipendente rispetto a quello valido per le confessioni prive di intesa.

In questo senso particolarmente significative sono le disposizioni relative ai ministri del culto: per le confessioni che hanno stipulato le intese cessano di avere efficacia le norme sui “culti ammessi”, che prevedono l’approvazione governativa delle nomine dei ministri; le confessioni nominano pertanto i propri ministri senza condizioni, salvo l’obbligo di registrazione in appositi elenchi.

Inoltre, diversa è la procedura relativa al riconoscimento della personalità giuridica degli istituti di culto: per quelli afferenti alle confessioni religiose che per prime hanno stipulato l’intesa, il procedimento ricalca quella per i “culti ammessi”, mentre per gli istituti di culto delle Chiese battista e luterana è prevista una procedura semplificata di emanazione con decreto ministeriale e non con decreto del Presidente della Repubblica.

Qualche differenza si può riscontare con le Intese raggiunte con le Confessioni non cristiane in considerazione delle diverse usanze di carattere religioso.

Un esempio lo possiamo ritrovare nell’Intesa con l’Unione delle Comunità Ebraiche in Italia.

Agli ebrei è riconosciuto il diritto, da esercitare nel quadro della flessibilità dell’organizzazione del lavoro, di osservare il Sabato e le altre festività religiose (articoli 3 e 4) (La Repubblica Italiana riconosce agli ebrei il diritto di osservare il riposo sabbatico che va da mezz’ora prima del tramonto del sole del venerdì ad un’ora dopo il tramonto del sabato. Gli ebrei dipendenti dallo Stato,da enti pubblici o da privati o che esercitano attività autonoma o commerciale i militari e coloro che siano assegnati al servizio civile sostitutivo, hanno diritto di fruire, su loro richiesta, del riposo sabbatico come riposo settimanale. Tale diritto è esercitato nel quadro della flessibilità dell’organizzazione del lavoro. In ogni altro caso le ore lavorative non prestate il sabato sono recuperate la domenica o in altri giorni lavorativi senza diritto ad alcun compenso straordinario. Restano comunque salve le imprescindibili esigenze dei servizi essenziali previsti dall’ordinamento giuridico. Nel fissare il diario di prove di concorso le autorità competenti terranno conto dell’esigenza del rispetto del riposo sabbatico. Nel fissare il diario degli esami le autorità scolastiche adotteranno in ogni caso opportuni accorgimenti onde consentire ai candidati ebrei che ne facciano richiesta di sostenere in altro giorno prove di esame fissate in giorno di sabato. Si considerano giustificate le assenze degli alunni ebrei dalla scuola nel giorno di sabato su richiesta dei genitori o dell’alunno se maggiorenne). Sempre a proposito di prescrizioni religiose, vanno ricordati (articoli 5, 9, 15): il diritto degli ebrei che vivono in collettività (militari, ricoverati in ospedali, carcerati) di osservare, con l’assistenza della Comunità e senza oneri per le istituzioni in cui si trovano, le prescrizioni in materia alimentare; l’assistenza spirituale ai militari ebrei e il loro diritto di partecipare alle attività di culto; l’accesso dei ministri di culto negli ospedali, case di cura o di riposo e nelle carceri; la perpetuità delle sepolture; la conferma del diritto della macellazione.

Inoltre, l’articolo 1 di questa Intesa garantisce in sede penale la parità di tutela del sentimento religioso e dei diritti di libertà religiosa, senza discriminazioni tra i cittadini e tra i culti. Le norme del codice penale, riguardanti il vilipendio della religione cattolica, si applicheranno perciò, fino a una loro eventuale abrogazione, anche alle ipotesi di vilipendio della religione ebraica. Nell’Intesa si precisa che le norme della legge 654 del 1975, con le quali si vogliono combattere tutte le forme di discriminazione razziale, si intendono riferite anche alle manifestazioni di intolleranza e pregiudizio religioso.

3. Otto per mille

Una materia ricorrente nelle Intese ex art. 8, comma 3 è quella relativa alla partecipazione alla ripartizione della quota pari all’otto per mille dell’Irpef.

Partecipano alla ripartizione della quota dell’otto per mille del gettito IRPEF le seguenti Confessioni Religiose:

  • Chiesa Cattolica;
  • Assemblee di Dio in Italia;
  • Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno;
  • Tavola valdese;
  • Chiesa Evangelica Luterana in Italia;
  • Unione delle Comunità Ebraiche in Italia;
  • Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia;
  • Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale;
  • Chiesa Apostolica in Italia;
  • Unione Buddhista Italiana;
  • Unione Induista Italiana, Sanatana Dharma Samgha.

Solo a partire dal 2013 anche i Battisti – che al momento della stipula dell’Intesa del 1993 non avevano avanzato tale richiesta – partecipano alla suddivisione delle quote otto per mille. La modifica dell’Intesa, voluta dall’Assemblea generale dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI) del 2008, prevede l’accesso anche alle quote non espresse. I fondi così raccolti finanzieranno progetti a soli fini umanitari, sociali e culturali.

A partire dal 2013 godono dell’otto per mille anche le altre Confessioni acattoliche la cui intesa è stata ratificata nel corso del 2012.

Si possono dedurre ai fini fiscali liberalità fino € 1.032,91 a favore delle seguenti Confessioni Religiose:

  1. Chiesa Cattolica

    • Art. 48 della legge 20 marzo 1985, n. 222, Norme sugli enti e i beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico al servizio delle diocesi.

    • Destinazioni: esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di Paesi del terzo mondo.

    • www.8xmille.it/

  2. Assemblee di Dio in Italia (ADI)

  3. Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno

    • Art. 30 della legge 22 novembre 1988, n. 516, Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, e successive modificazioni; art. 2 della legge 20 dicembre 1996, n. 637, Modifica dell’intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, in attuazione dell’articolo 8, comma terzo, della Costituzione.

    • Destinazioni: interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero.

    • www.ottopermilleavventisti.it/

  4. Tavola valdese

    • Art. 4 della legge 5 ottobre 1993, n. 409, Integrazione dell’intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Tavola valdese, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione; art. 2, legge 8 giugno 2009, n. 68, Modifica della legge 5 ottobre 1993, n. 409, di approvazione dell’intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Tavola valdese, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma della Costituzione.

    • Destinazioni: interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero.

    • www.ottopermillevaldese.org/

  5. Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI)

    • Art. 27 della legge 29 novembre 1995, n. 520, Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI).

    • Destinazioni: sostentamento dei ministri di culto, specifiche esigenze di culto e di evangelizzazione, interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero.

    • www.chiesaluterana.it/8-x-mille/

  6. Unione delle Comunità Ebraiche in Italia (UCEI)

    • Art. 2 della legge 20 dicembre 1996, n. 638, Modifica dell’intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l’Unione delle Comunità ebraiche italiane, in attuazione dell’articolo 8, comma terzo, della Costituzione.

    • Destinazioni: attività culturali, salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, interventi sociali e umanitari in particolare volti alla tutela delle minoranze, contro il razzismo e l’antisemitismo.

    • www.ucei.net/otto-per-mille/

  7. Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (UCEBI)

    • Art. 2 della legge 12 marzo 2012, n.34, Modifica della legge 12 aprile 1995, n. 116, recante approvazione dell’intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione.

    • Destinazioni: interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero.

    • www.ottopermillebattista.org/

  8. Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale

    • Art. 21 della legge 30 luglio 2012, n. 126, Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione.

    • Destinazioni: mantenimento dei ministri di culto, la realizzazione e manutenzione degli edifici di culto e di monasteri, scopi filantropici, assistenziali, scientifici e culturali da realizzarsi anche in Paesi esteri.

    • www.ortodossia.it/

  9. Chiesa Apostolica in Italia

    • Art. 25 della legge 30 luglio 2012, n. 128, Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa apostolica in Italia, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione (si ricorda che la Chiesa Apostolica in Italia partecipa alla ripartizione della sola quota risultante dalle scelte espresse).

    • Destinazioni: interventi sociali, culturali ed umanitari, anche a favore di altri Paesi esteri.

    • www.chiesapostolica.it/

  10. Unione Buddhista Italiana (UBI)

    • Art. 20 della legge 31 dicembre 2012, n. 245, Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Unione Buddhista Italiana, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione.

    • Destinazioni: interventi culturali, sociali ed umanitari anche a favore di altri Paesi, nonché assistenziali e di sostegno al culto.

    • www.buddhismo.it/8×1000/

  11. Unione Induista Italiana, Sanatana Dharma Samgha (UII)

    • Art. 21, legge 31 dicembre 2012, n. 246, Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Unione Induista Italiana, Sanatana Dharma Samgha, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione.

    • Destinazioni: sostentamento dei ministri di culto, esigenze di culto e attività di religione o di culto, nonché interventi culturali, sociali, umanitari ed assistenziali eventualmente pure a favore di altri Paesi.

    • www.hinduism.it/otto-per-mille.html

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