Lo Stato e la Confessione Cattolica: l’Accordo di Villa Madama

2.2 Accordi e intese attuative

Successivamente all’entrata in vigore dell’Accordo, numerosi sono stati gli Accordi e le Intese stipulate tra Stato e Chiesa Cattolica ‘attuative’ dell’Accordo – rispettivamente ratificate e rese esecutive ed approvate in materia di:

  1. riforma degli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero;
  2. nomine ecclesiastiche;
  3. festività religiose;
  4. insegnamento della Religione Cattolica;
  5. assistenza spirituale;
  6. beni culturali.

Qui appresso riportiamo l’elenco delle Intese attuative dell’Accordo tra l’Italia e la Santa Sede:

Riforma degli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero
Nomine ecclesiastiche
Festività religiose
  • DPR 28 dicembre 1985 n. 792
    Riconoscimento come giorni festivi di festività religiose determinate d’intesa tra la Repubblica italiana e la Santa Sede ai sensi dell’art. 6 dell’accordo, con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984 e ratificato con legge 25 marzo 1985, n.121.
Insegnamento religioso
  • DPR 16 dicembre 1985, n. 751
    Esecuzione dell’intesa tra l’autorità scolastica italiana e la Conferenza episcopale italiana per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche.
  • DPR 24 giugno 1986, n. 539
    Approvazione delle specifiche ed autonome attività educative in ordine all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche materne.
  • DPR 8 maggio 1987, n. 204
    Approvazione delle specifiche ed autonome attività d’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche elementari.
  • DPR 21 luglio 1987, n. 350
    Approvazione del programma di insegnamento della religione cattolica nella scuola media pubblica.
  • DPR 21 luglio 1987, n. 339
    Approvazione del programma d’insegnamento della religione cattolica nelle scuole secondarie superiori pubbliche, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d’arte.
  • DPR 26 febbraio 1988, n. 161
    Norme ed avvertenze per la compilazione dei libri di testo per l’insegnamento della religione cattolica nella scuola elementare.
  • DPR 23 giugno 1990, n. 202
    Esecuzione dell’intesa tra l’autorità scolastica italiana e la Conferenza episcopale italiana per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche.
  • DPR 30 marzo 2004, n. 121
    Approvazione degli obiettivi specifici di apprendimento propri dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole dell’infanzia.
  • DPR 30 marzo 2004, n. 122
    Approvazione degli obiettivi specifici di apprendimento propri dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole primarie.
  • DPR 14 ottobre 2004, n. 305
    Approvazione di obiettivi specifici di apprendimento propri dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole secondarie di I grado.
Assistenza spirituale
Beni culturali
  • DPR 26 settembre 1996, n. 571
    Esecuzione dell’intesa fra il Ministro per i beni culturali ed ambientali ed il Presidente della Conferenza episcopale italiana, firmata il 13 settembre 1996, relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni ecclesiastiche.
  • DPR 16 maggio 2000, n. 189
    Esecuzione dell’intesa fra il Ministro per i beni e le attività culturali e il presidente della Conferenza episcopale italiana, firmata il 18 aprile 2000.
  • DPR 4 febbraio 2005, n. 78
    Esecuzione dell’intesa fra il Ministro per i beni culturali ed ambientali ed il Presidente della Conferenza episcopale italiana, firmata il 26 gennaio 2005, relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche firmata il 13 settembre 1996, relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni ecclesiastiche..

Il complesso delle norme pattizie di cui sopra disciplinano, dunque, la condizione giuridica della Chiesa Cattolica in Italia e le cosiddette res mixtae, vale a dire i settori, le materie di comune interesse per lo Stato e per la Chiesa Cattolica, perché rilevanti sia sotto il profilo politico che religioso1.

Inoltre, l’art. 13, n. 2 che “ulteriori materie per le quali si manifesti l’esigenza di collaborazione tra la Chiesa Cattolica e lo Stato potranno essere regolate sia con nuovi accordi tra le due Parti sia con intese tra le competenti autorità dello Stato e la Conferenza Episcopale Italiana”.

E nel caso insorgessero problematiche è stato anche previsto: “Se in avvenire sorgessero difficoltà d’interpretazione o di applicazione delle disposizioni precedenti, la Santa Sede e la Repubblica italiana affideranno la ricerca di un’amichevole soluzione ad una Commissione paritetica da loro nominata” (art.14).

L’Accordo, per la disciplina di dettaglio o attuativa di alcune materie in conformità ai principi in esso enunciati, individua le autorità competenti dei due ordinamenti:

  1. per la Chiesa Cattolica: la Conferenza Episcopale Italiana ovvero le Conferenze Episcopali Regionali (autonomamente o su mandato della prima) ovvero i singoli Vescovi nell’ambito della propria diocesi;
  2. per lo Stato: il Ministro competente ovvero le singole Regioni.

Le intese che ne sono derivate sono state distinte in dottrina in due categorie:

  1. intese paraconcordatarie: di carattere normativo contengono la disciplina di dettaglio in una determinata materia sulla base dei principi dell’Accordo o previo accordo apicale, assumendo rispetto ad essi una funzione attuativa/integrativa e natura di accordo derivato (si tratta degli Accordi che operano in chiave complementare rispetto al nuovo Concordato e che si riferiscono agli artt. 6, 10.2, 11.2, 12.1, 13.2 dell’Accordo e al punto 5, lettera b, del Protocollo);
  2. intese procedimentali: riguardano la presenza dell’autorità ecclesiastica nell’ambito di procedure amministrative, onde consentire la rappresentanza degli interessi ecclesiali in vista dell’adozione di un provvedimento amministrativo (art. 5, n. 3, Acc.): “L’Autorità civile terrà conto delle esigenze religiose delle popolazioni, fatte presenti dalla competente autorità ecclesiastica, per quanto concerne la costruzione di nuovi edifici di culto cattolico e delle pertinenti opere parrocchiali” (ad esempio: provvedimenti statali di requisizione, riparazione, espropriazione e demolizione di edifici di culto; oppure le intese ex art. 11.2 e art. 5 lettera a del Protocollo addizionale per la nomina di assistenti spirituali e insegnanti di religione).

Rispetto a tali accordi derivati o sotto-intese, ci si è posti il problema di stabilire se la copertura costituzionale di cui godono i Patti Lateranensi ed il successivo Accordo di revisione, in forza dell’art. 7 sia ad essi estensibile.

Due le posizioni:

  1. negativa: la copertura opera solo ed esclusivamente per le leggi di esecuzione dei Patti;
  2. positiva: la copertura si estenderebbe alle fonti sub-concordatarie in forza della natura di accordo-quadro dell’Accordo del 1984, legati, dunque, da un nesso di logica consequenzialità. A tal proposito è stato affermato che sembra “in ogni caso difficile poter escludere a priori effetti riflessi della copertura costituzionale sulle fonti subconcordatarie che diano diretta attuazione alla legge n. 121/1985, soprattutto in quelle ipotesi in cui è lo stesso testo dell’Accordo a rinviare esplicitamente a successive intese per la disciplina di dettaglio della singola materia sulla base di principi da esso enunciati. In questi casi infatti la fonte sub concordataria, nella misura in cui si attua i principi dell’Accordo, realizza in forma compiuta la disciplina della singola materia concordataria, andando a collocarsi all’interno dello spazio normativo, dedicato alla disciplina dei “rapporti” tra lo Stato e la Chiesa (e analogo discorso va fatto per quanto riguarda le intese con le altre confessioni religiose, ex art. 8, comma 3, Cost.), che lo stesso art. 7 Cost. riserva integralmente al legislatore pattizio. In sostanza l’ambito della copertura costituzionale di cui all’art. 7 Cost. sembra debba individuarsi non solo sulla base del criterio formale della fonte ivi espressamente richiamata (i Patti Lateranensi), ma anche tenendo conto di quello sostanziale della materia ad essa riservata, ossia la disciplina dei “rapporti” tra lo Stato e la Chiesa, come individuata dalle de prati negli origina patti nelle loro modifiche da esse concordate”.

I commenti sono chiusi.