Sulla rotta delle spezie

“L’Oman, un paese che molti occidentali non sono nemmeno in grado di localizzare sulla carta geografica, si trova all’incrocio delle rotte usate per commerciare le spezie, e la sua cucina è un esempio di mescolanza culturale straordinariamente deliziosa”, scrive Saveur. Nella gastronomia dell’Oman “confluiscono influenze persiane, nordafricane, indiane e arabe per dar vita a piatti che sfidano gli stereotipi sul cibo mediorientale. Tra gli ingredienti lo zafferano, l’acqua di rose e il lime seccato non mancano, ma ci sono anche la carne di squalo, la noce moscata, il cocco e il farro, prodotti generalmente non associati alla cucina del Medio Oriente”. Per conoscere meglio la tradizione gastronomica del paese la rivista statunitense di cucina consiglia The food of Oman, un libro di ricette curato da Felicia Campbell. “Tra le preparazioni c’è di tutto: dai piatti più rassicuranti, come la madrouba (fatta con riso, spezie e pollo), ai complessi, fragranti e spettacolari biryani (per la cui preparazione serve un’intera giornata), fino ai dolci ricchi di datteri, miele o acqua di rose e accompagnati da tè zuccherato”.

Innamorarsi di questi sapori, scrive Saveur, è facile: basta provare la ricetta del lugaimat, pasta fritta immersa in sciroppo allo zafferano con semi di sesamo. “Il sapore del sesamo, che ricorda le noci, e la fragranza dello zafferano arricchiti dai profumi della cannella, del cumino e del cardamomo creano un insieme inebriante”. Per assaggiare i piatti della tradizione dell’Oman il sito The Culture Trip consiglia il ristorante Ubhar, a Mascate, la cui cucina riprende e modernizza il grande patrimonio locale. Tra i piatti più emblematici ci sono l’agnello, servito su focacce tradizionali, e i dolci, tra cui una profumatissima halva.

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